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Matteo Favaro

Matteo Favaro

Società di capitali? Il colpevole è sempre il m̶a̶g̶g̶i̶o̶r̶d̶o̶m̶o̶ l’amministratore

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Sul concetto di “responsabilità limitata” si potrebbe scrivere un romanzo giallo, che avrebbe come protagonisti tanti imprenditori che credevano di superare indenni dei momenti difficili delle loro aziende, ma hanno scoperto a loro spese  (è proprio il caso di dirlo!) di essere in errore.

In realtà infatti la legge stabilisce che gli amministratori sono illimitatamente responsabili fino all’esaurimento del loro patrimonio personale. O, per dirla in termini più crudi, paghi fino a quando non hai più un soldo.

Sono d’accordo con te: non è una bella prospettiva.

La riforma del diritto societario del 2003 ha reso il ruolo di amministratore molto più complesso. La diligenza “del buon padre di famiglia” non è più sufficiente. Oggi è richiesto esplicitamente di agire in modo strutturato.

In particolare sono aumentati gli obblighi relativi a:

  • trasparenza nelle informazioni societarie;
  • tutela degli interessi degli azionisti, soci di minoranza e investitori;
  • responsabilità dell’amministratore in caso di danni a terzi.

Questo vale anche per i sindaci, i direttori generali e i dirigenti con deleghe speciali.

Il vecchio adagio “chi sbaglia paga” riassume alla perfezione quello che la legge stabilisce per gli amministratori di una società di capitali. Basta UNA decisione errata per mettere a repentaglio l’azienda e il tuo futuro.

Insomma, nessuna pressione!

Sarebbe già abbastanza per prenotare una fornitura a vita di ansiolitici, ma a completare il quadro è arrivato nel 2019 anche il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Un ulteriore punto di svolta.

Questa riforma è stata pensata proprio per risolvere i problemi di insolvenza delle imprese, con delle procedure volte a monitorare costantemente lo stato di salute dell’azienda e intervenire tempestivamente al primo segnale di difficoltà.

Ufficialmente entrerà in vigore il 1 settembre 2021, ma alcuni articoli sono già esecutivi dal 16 marzo 2019, e riguardano proprio la responsabilità di amministratori e sindaci.

Queste sono le novità introdotte per gli amministratori:

  1. hanno il compito di creare un assetto societario, organizzativo e contabile adeguato alla natura e dimensione dell’impresa (quest’obbligo esisteva già per gli ammnistratori delegati di S.p.A. ma è stato esteso a tutte le aziende);
  2. devono predisporre senza indugio degli strumenti atti a prevenire e fronteggiare un’eventuale crisi;
  3. se non rispettano questi obblighi sono colpevoli davanti alla legge e ne subiscono le conseguenze.

Per quanto riguarda i sindaci, invece:

  1. devono segnalare subito agli amministratori l’esistenza di indizi della crisi dando loro 30 giorni per individuare la soluzione e 60 giorni per metterla in atto;
  2. in assenza di un riscontro devono informare tempestivamente l’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi) fornendo tutti i dati per gestire la crisi;
  3. grazie a queste segnalazioni possono essere esonerati dalla responsabilità nei confronti delle omissioni o degli errori commessi dagli amministratori.

Il punto cruciale di questo provvedimento riguarda la definizione di crisi, che ha dei parametri molto ampi. Secondo l’art.12 del CCII gli indicatori da considerare sono in generale ”squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziaro dell’impresa”.

Basta poco quindi per far scattare questi obblighi. Per esempio un ritardo significativo nei pagamenti ai fornitori o ai dipendenti, oppure non poter far fronte ai debiti per i sei mesi successivi. Situazioni in cui molte imprese possono trovarsi facilmente, soprattutto di questi tempi.

Dovrebbero essere stabiliti degli indicatori specifici per ogni tipo di attività, ma se ne sta occupando il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti insieme al Cerved Group S.p.A.

Quindi al momento presente non ci sono ancora parametri differenziati. E non è una buona notizia. Se in un libro giallo il colpevole è sempre il maggiordomo, in un’azienda potremmo dire che il responsabile, qualunque cosa accada, è sempre l’amministratore.

Anche se tu ritieni, in base alla tua esperienza e alla tipologia di prodotti o servizi che vendi, di poter guidare in porto la tua azienda per superare un periodo di difficoltà, rientri in questi obblighi e ti trovi a vestire i panni dell’amministratore che “ha sbagliato” e “deve pagare”.

Scattano quindi prima di tutto le richieste di risarcimento, che possono arrivare da diversi soggetti:

  • la società stessa o le sue controllate;
  • gli azionisti;
  • le banche e i fornitori;
  • gli acquirenti, i concorrenti e i consumatori;
  • l’agenzia delle entrate;
  • gli enti previdenziali;
  • i dipendenti e i sindacati;
  • il curatore fallimentare o liquidatore;
  • gli altri amministratori.

Gli errori che possono esserti contestati sono tantissimi. Si va dalla errata gestione finanziaria a scelte di marketing sbagliate, da strategie di pricing inefficaci a violazioni dello statuto dei lavoratori, da ingenuità commesse nella pianificazione a generici comportamenti che mettono in cattiva luce l’azienda.

La casistica è davvero ampia e include anche conseguenze di problemi che non hai creato tu, ma di cui sei responsabile in quanto amministratore.

Per esempio se un fornitore fallisce puoi essere ritenuto responsabile per aver dovuto acquistare le materie prime da qualcun altro a un prezzo più ampio, oppure di aver causato l’interruzione della produzione.

Il rischio è di trovarti, senza nemmeno sapere come, a dover pagare di tasca tua per errori che non dipendono da te o per le conseguenze di eventi imprevedibili. Pensa per esempio a tutto quello che le aziende stanno affrontando in quest’ultimo anno.

Moltissimi imprenditori sono stati colti di sorpresa dagli effetti devastanti della pandemia, che invece – per legge – avrebbero dovuto prevedere e risolvere con una strategia adeguata.

Per questo è importante poter contare su una polizza di responsabilità civile (polizza D&O, Directors & Officers). In questo modo amministratori, dirigenti e sindaci possono trasferire a una compagnia assicurativa il rischio di eventuali risarcimenti.

Si tratta di un’assicurazione che copre anche altri dipendenti con funzioni manageriali o di supervisione, come per esempio il responsabile della privacy, il responsabile della redazione dei documenti contabili e il responsabile della sicurezza.

La polizza ovviamente non deve essere scelta a caso. Ti porterebbe soltanto ad abbassare la guardia, credendo di essere protetto, mentre in realtà non è così.

Di solito, infatti, avviene proprio questo. Tu che sei l’amministratore vieni contattato da un assicuratore generalista, che si limita a descriverti le varie opzioni in vendita. Il suo compito è proprio quello, illustrare il prodotti e venderli.

Tu però non fai il broker di mestiere, quindi fai fatica ad orientarti tra tutti quei termini tecnici, e le varie specifico che sono accuratamente scritte in piccolo sulla polizza.

Scegli quindi senza avere tutte le informazioni, basandoti sull’intuito oppure affidandoti al caso o all’offerta che ti sembra più conveniente in quel momento. Paghi, firmi e credi di aver protetto il tuo futuro.

Purtroppo non è così.

Infatti è praticamente impossibile che una polizza generica sia, per puro caso, perfettamente adeguata alle esigenze di un’azienda. Ci sono più possibilità di vincere al lotto che di trovare l’assicurazione perfetta senza un’analisi approfondita.

Quindi va tutto bene finché non si verifica un imprevisto vero… e in quel momento comincia ad andare tutto malissimo!

Scopri di non essere coperto, le responsabilità ti piombano in testa e cominciano a fioccare le richieste di risarcimento che devi coprire con il TUO patrimonio personale. Insomma, con i soldi che ti sei guadagnato onestamente e che magari avevi messo da parte per garantire una vita sicura e felice alla tua famiglia.

La soluzione è affidarsi non a un assicuratore generalista, ma a un consulente assicurativo.

Qualcuno che sia in grado di fornirti una Diagnosi dei Rischi accurata e approfondita (scritta in italiano e non in assicuratese). Si tratta di un documento che ti permette di capire:

  • quali sono i rischi di poco conto, che puoi semplicemente ignorare oppure risolvere di volta in volta solo quando si presentano;
  • quali sono i rischi che si possono annullare, che puoi eliminare con una corretta strategia di prevenzione, per esempio modificando le procedure di lavoro o alcuni processi gestionali;
  • quali sono, infine, i VERI RISCHI, quelli imprevedibili, ma assolutamente pericolosi. Quelli che se capitano possono distruggere tutto quello per cui hai sempre lavorato e che quindi devono essere trasferiti alla compagnia assicurativa.

Solo dopo aver svolto questa analisi è possibile:

  • individuare o comporre la copertura assicurativa più adeguata, che tiene presente dei rischi reali della tua azienda e della loro potenziale incidenza sul tuo patrimonio;
  • stabilire il corretto massimale, per non accorgerti quando è troppo tardi di essere coperto solo per una parte infinitesimale del risarcimento che devi pagare;
  • valutare il costo della polizza a ragion veduta, senza il rischio di lasciarsi affascinare da offerte inconsistenti o, al contrario, di spendere una cifra elevata per un’assicurazione che in realtà è inutile;
  • dimostrare, in caso di problemi, di aver agito con la cura e il senso di responsabilità richiesti dalla legge, in modo da evitare le spiacevoli ripercussioni previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Abbiamo chiamato questo metodo della Diagnosi dei Rischi “Azienda Senza Sorprese”, proprio perché il nostro obiettivo è proteggere gli imprenditori e gli amministratori dalle conseguenze di eventi imprevedibili.

Si tratta ovviamente di un’analisi che si evolve nel tempo e che viene aggiornata man mano che la tua azienda cresce e si modifica. Le tue esigenze e responsabilità possono cambiare, così come i potenziali rischi. Quindi è importante controllare i documenti periodicamente e apportare le modifiche necessarie.

Il tuo consulente assicurativo ti aiuterà a capire nel dettaglio quali sono le tue responsabilità e come puoi proteggerti.

E, in caso di problemi, avrai dei documenti, accurati e continuamente aggiornati che testimoniano che hai preso ogni tipo di precauzione per proteggere la tua azienda.

Prima cominci a tutelare il tuo futuro e prima potrai iniziare a dormire sonni tranquilli, senza l’ansia di sentirti dire da un momento all’altro: “hai sbagliato, adesso paga!”

Siamo a tua disposizione per aiutarti, chiama subito il numero verde 800 694 972 o scrivi a info@intimebroker.it per ricevere maggiori informazioni.


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