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Assicurazione

BIOGAS VENETO – IL PROBLEMA DELLA CAUZIONE

Nel biennio, 2016/17 molti impianti di Biogas, siti nella Regione Veneto, si troveranno a dover affrontare nuovamente il problema della presentazione della polizza fideiussoria per il ripristino degli ambienti a favore della Regione Veneto. In molti casi si tratterà del rinnovo del contratto presentato cinque anni fa, ed in alcuni casi si potrebbe trattare anche di nuove polizze, su impianti allacciati ante 2012, chiamati a regolarizzare la propria situazione.
Il testo particolarmente complicato, aveva messo già in grossa crisi molte aziende, che al momento della prima presentazione , erano state costrette a rivolgersi alle proprie Banche o a Società Finanziarie, mettendo a garanzia parte della somma da garantire, in quanto pochissime Assicurazioni emettevano la polizza adeguandosi al testo previsto dal DGR.
Cosa è cambiato a distanza di 5 anni? Possiamo dire che la situazione è migliorata? Assolutamente NO. Anzi, in fase di rinnovo ci sono degli elementi ulteriori, che potrebbero portare ancora più’ difficoltà rispetto al momento della prima presentazione:

1) La polizza deve essere presenta, come previsto dal DGR 453/2010 e 253/2012 , 180 giorni prima della scadenza della precedente , questo elemento porta all’emissione di un contratto la cui decorrenza sarà fra sei mesi, elemento non sempre di facile attuazione per le Compagnie.
2) La Regione Veneto, ha comunicato ad alcune Aziende, che hanno presentato la prima polizza, attraverso Società Finanziaria, che dovranno presentare la nuova garanzia, esclusivamente tramite Banca, o Compagnia Assicurativa, questo presuppone che le Società Finanziarie potrebbero non essere più’ accettate dall’Ente in fase di rinnovo.
3) Le perizie asseverate di stima, devono adesso essere fatte in maniera più’ dettagliata, e questo sta comportando un aumento della somma da garantire.

Questi sono i punti che unitamente al testo previsto dal DGR, rendono l’emissione del contratto, ancora più’ complicata. IN TIME BROKER SRL , grazie all’accordo con alcune Compagnie che si sono adeguate al testo, Vi garantisce un supporto completo, avendo rinnovato già molte garanzie di nostri clienti, ad un problema che può ‘diventare di difficile soluzione.

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RIVIERA DEL BRENTA – NON UN CASO ISOLATO

RIVIERA DEL BRENTA – NON UN CASO ISOLATO

Come ogni estate ci troviamo di fronte al problema legato ai numerosi danni subiti a causa di eventi naturali piu’ o meno intensi. Negli ultimi anni però la statistica sta peggiorando in maniera consistente, con situazioni che, specie nella Pianura Padana, possono diventare drammatiche, spazzando via in pochi attimi il lavoro di una vita, danneggiando, in maniera talvolta “ totale”,  case, condomini, raccolti, per non parlare dei mezzi di trasporto. 

Quello successo in Riviera del Brenta lo scorso 8 Luglio, ha riassunto in maniera eloquente, tutti i danni che un evento del genere può arrecare, confermando, se ce ne fosse ancora bisogno
,  come sia indispensabile  tutelarsi nell’unico modo possibile, ossia stipulando una polizza assicurativa. Quali sono allora le polizze che possono metterci al riparo, da un evento di tale portata? e soprattutto, quali sono i costi che dobbiamo sostenere? Vediamo in breve come comportarsi:

AUTO: siamo di fronte al caso forse più semplice, in quanto la copertura è compresa nella clausola “ Eventi Naturali”,  garanzia che viene inserita nella comune polizza RCA e che spesso è subordinata all’inserimento delle garanzie Incendio e Furto. Questo è uno dei motivi che a volte scoraggia il cliente che si trova, per coprire l’evento naturale,  a dover inserire in polizza, anche altre coperture, con il risultato di aumentare il premio assicurativo.

PROPOSTE: Come detto non tutte le Compagnie prevedono l’obbligo di abbinare la garanzia Eventi Naturali, e in alcuni casi possiamo avere una polizza che copra solo i rischi “CVT” ( ossia le garanzie diverse dalla RCA), quindi fondamentale rivolgersi ad una Agenzia plurimandataria, meglio un BROKER che gestendo diverse Compagnie puo’ tranquillamente trovare quella piu’ economica a livello di premio e che impone meno vincoli. 

CASA/CONDOMINIO: quando si parla di assicurazione della casa, l’idea è sempre che il costo sia proibitivo, che ci siano troppe fattispecie da coprire, e pertanto la polizza alla fine non sia completa, con il risultato che il contratto non viene fatto.

PROPOSTE: Basti pensare che una polizza con premio di € 150 su una casa con valore di ricostruzione di  € 180.000,  avrebbe coperto tranquillamente i danni dovuti alla tromba d’aria che ha sconvolto la Riviera del Brenta, risarcendo tra il 70 e l’ 80 % del valore dell’immobile o del contenuto. In questo caso non si sarebbe dovuto attendere i fondi previsti dal Governo per lo “ Stato di calamità” che non solo vengono erogati in tempi variabili, ma a volte, una parte di essi, vengono corrisposti attraverso l’esenzione del pagamento delle imposte per un determinato periodo, e questo pur aiutando certamente il danneggiato, non può sostituirsi alla materiale ricostruzione o riacquisto del bene, che per ovvi motivi deve essere “ pagato” subito. 

AZIENDA: a differenza del singolo, l’Azienda il piu’ delle volte tutela con apposite polizze i propri beni, proprio perché sono parte integrante della loro attività produttiva, quindi il pericolo in questo caso non è che non venga fatta la polizza, piuttosto che manchi la copertura specifica, o sia magari limitata.

PROPOSTE: fondamentale per l’Azienda, stipulare la così detta polizza “ INCENDIO RISCHI INDUSTRIALI” con tutte le estensioni del caso, non commettendo l’errore di sostituire la copertura completa, con le polizze Incendio, fatte a favore delle Banche nell’ambito della stipula del mutuo, in quanto spesso la copertura prevista è la sola Incendio Rischi Ordinari, in questo caso l’evento naturale non sarebbe coperto, venendo prevista solo l’ipotesi dell’Incendio. 

In conclusione, dobbiamo entrare, nella nuova realtà climatica attuale, ossia il passaggio dal  clima mediterraneo, a quello tropicale, dove eventi come quello occorso in Rivera, le cui foto hanno già fatto il giro del mondo, ( e in questa sede quindi ne proponiamo alcune di nostri clienti colpiti, ma fortunatamente assicurati), saranno sempre piu’ frequenti, e assicurarsi diventa sempre di piu’ una necessità. 

IN TIME BROKER, attraverso l’accordo con piu’ di 15 Compagnie, garantisce la soluzione piu’ economica e completa proposta dal mercato assicurativo, e il nostro team, come successo per i nostri clienti della Riviera del Brenta, è pronto nel supportarVi a livello assicurativo a 360° non solo stipulando il contratto il piu’ completo possibile, ma garantendo anche nel momento del sinistro, per quanto catastrofale, i riferimenti, le procedure, e in forza del mandato e della fiducia che ci conferite, la garanzia che il risarcimento del quale necessitate,  e soprattutto avete diritto,  arrivi nel tempo piu’ rapido possibile.

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BROKER CAUZIONI VENETO, IL PROBLEMA DEL RIMBORSO IVA

BROKER CAUZIONI VENETO, IL PROBLEMA DEL RIMBORSO IVA

 

Con decorrenza dal 13 dicembre del 2014, il decreto semplificazioni (D.lgs. 175/2014) con l’Art 13 ha rimodulato la norma sul rimborso del credito IVA annuale e trimestrale riscrivendo l’Art 38-bis in modo tale, da consentire in alcuni casi, di ottenere in maniera più semplice. Viene riproposto quindi il problema di reperire la fideiussione prevista per i rimborsi oltre i 15.000 € (per i rimborsi fino a € 15.000,00 non è più necessaria prestare alcuna garanzia, salvo previo presentare la dichiarazione IVA senza altro tipo di formalità) :

 

Per i rimborsi oltre i € 15.000,00 quando il richiedente ricade nelle fattispecie individuate al comma 4 Art 38-bis (contribuenti “rischiosi”), alla richiesta dovrà essere prestata una polizza fideiussoria, rilasciata da una banca o da una impresa assicurativa. Comunque è sempre obbligatorio prestare idonea garanzia per le richieste di rimborso presentate da:

  • Soggetti passivi che esercitano una impresa da meno di 2 anni, ad eccezione delle start-up innovative, come definite dall’Art. 25 del DL 179/2012;
  • Soggetti passivi che sono stati oggetto, nei 2 anni precedenti alla richiesta di rimborso, ai quali sono stati notificati avvisi di accertamento/rettifica dai cui risulta, per ciascun anno, una differenza tra importi accertati e dell’imposta dovuta o dei crediti dichiarati: superiore al 10% degli importi dichiarati se questi non superano i € 150.000,00; superiore del 5% degli importi dichiarati se maggiori di € 150.000,00 ma inferiori a € 1.500.000,00; superiore all’1% degli importi dichiarati (o comunque a € 150.000,00) se superano il limite di € 1.500.000,00;
  • Soggetti passivi che presentano la dichiarazione o l’istanza di rimborso infrannuale da cui emerge il credito chiesto a rimborso senza il visto di conformità (o della sottoscrizione alternativa in presenza di organo di controllo) o non presentano l’autocertificazione attestante il possesso dei requisiti;
  • Soggetti passivi che hanno cessato l’attività.

 

In conclusione la fideiussione va prestata per un periodo di 3 anni a decorrere dall’esecuzione del rimborso, oppure per il periodo minore fino alla decadenza dell’accertamento. La polizza, potrà essere presentata anche con cadenza trimestrale. Da quest’anno pertanto, al contrario di quanto ipotizzato in sede di decreto, si sta prospettando una richiesta sempre maggiore delle polizze, ( considerato che sono moltissime le Aziende che ricadono nei presupposti di applicazione della polizza) ,  che non solo sono sempre necessarie, ma vengono richieste con cadenza trimestrale. In questo quadro diventa assolutamente indispensabile per il Vostro Broker, poter vantare accordi con Compagnie specializzate nell’emissione di questo tipo di polizza.

 

In Time Broker, grazie all’accordo con alcune delle primarie Compagnie specializzate nel ramo cauzioni rappresenta come Broker cauzioni a Padova e come Broker cauzione nel Veneto, uno dei partner piu’ affidabili e veloci in questo tipo di pratiche. Pertanto non esitate a contattarci, per una semplice consulenza, o per risolvere il Vostro problema specifico.”

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POLIZZE BIOGAS – COME PROTEGGERE IL MIO IMPIANTO E DOVE TROVARE LA FIDEIUSSIONE

POLIZZE BIOGAS – COME PROTEGGERE IL MIO IMPIANTO E DOVE TROVARE LA FIDEIUSSIONE

Negli ultimi anni molte aziende agricole Italiane, hanno con enorme sforzo economico, sposato la tecnologia della produzione di energia tramite la biomassa. Oltre a tutte le problematiche legate ad un investimento di milioni di Euro, le stesse si trovano a doverlo poi tutelare nel modo migliore dai molti eventi che lo possono colpire diminuendo la sua produttività, inoltre si trovano a dover affrontare la spigolosa questione della polizza a garanzia del ripristino degli ambienti, obbligatoria e lasciata alla discrezionalità dell’Ente ( Regione per lo piu’) il quale impone condizioni di difficile applicazione per le Compagnie e per le Banche, mettendo ancora piu’ in difficoltà le Aziende in quanto sono pochi i Broker di Cauzioni a Padova e i Broker di Cauzioni nel Veneto oltre che gli Agenti, che possono intermediare questo tipo di polizza

Noi siamo uno dei pochi broker di cauzioni a padova e nel veneto in grado di fornire tale servizio per le polizze biogas.

ALL RISK:

 –  Compagnia : attualmente ci sono poche Compagnie che prevedono un prodotto unico e specifico per il rischio, la maggior parte, copre le varie sezioni con polizze diverse e non sempre in questo modo abbiamo una copertura globale.

–  Garanzie : la polizza biogas viene prestata in forma all risk, ossia sono coperte le tre sezioni relative all’Incendio ed altri eventi di Fabbricato o macchinari, guasto macchine, e Responsabilità Civile

–  Danno indiretto : Fondamentale, ossia la copertura della mancata produzione a seguito di danno diretto, tutte le Compagnie prevedono tale sezione, ma molte applicano limiti rilevanti sul massimo indennizzo, e franchigie di 20/30 giorni

–  Scoperti e franchigie: sono sostanzialmente equivalenti nei vari prodotti proposti, i piu’ competitivi però prevedono massimo 7 gg di franchigia nel danno indiretto da guasto macchine e 5 gg nel danno indiretto da incendio

–  Premio : i premi variano, naturalmente , in funzione della grandezza dell’impianto e delle garanzie richieste, anche in questo caso, un prodotto specifico, solitamente comporta un premio piu’ competitivo rispetto a un prodotto costruito.

FIDEIUSSIONE:

La normativa vigente prevede l’obbligo da parte dell’Azienda che utilizza la produzione di energia tramite la biomassa, di presentare all’ente competente, idonea garanzia finanziaria, per il ripristino degli ambienti al termine della vita utile dell’impianto. La polizza biogas puo’ essere bancaria o assicurativa, e le condizioni sono imposte dal concessionario. Premesso che la fideiussione bancaria viene rilasciata solo con deposito cauzionale pari solitamente all’intero importo da garantire , o comunque va ad occupare interamente il fido dell’Azienda, quali sono le Compagnie Assicurative che emettono tale garanzia? Causa il testo imposto dai vari enti concessionari che risulta essere particolarmente “ impegnativo” le Compagnie che emettono la polizza biogas sono pochissime, e come confermato dalla Regione Veneto, ci sono attualmente solo un paio di Compagnie che hanno presentato idonea garanzia regolarmente accettata. Sono ancora molti gli impianti, che stanno correndo contro il tempo, per evitare la revoca, non riuscendo a produrre detta polizza biogas.

Abbiamo in breve cercato di spiegare alcuni aspetti assicurativi, che riguardano il Vostro impianto, ma Vi ricordiamo che sia per quanto riguarda la polizza ALL RISK che per quanto riguarda la garanzia fideiussoria, siamo a Vostra completa disposizione gestendo ed assicurando piu’ di 50 impianti, e cercando continuamente di migliorare le condizioni in favore dei nostri clienti.”

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Maltempo e polizze sugli immobili

Si discutono i dettagli di una copertura che potrebbe diventare obbligatoria

Mentre l’ondata di maltempo che ha colpito il Nord Italia sembra essere ormai alle spalle, il dibattito guarda al futuro del Paese e si concentra circa la possibilità o meno di introdurre una copertura assicurativa obbligatoria sugli immobili per arginare i danni da calamità naturali.

Il tema non è nuovo, ma anzi viene periodicamente risollevato sia da esponenti politici, sia da professionisti provenienti dal mondo assicurativo, dato il forte rischio idrogeologico in cui versano molte aree della nostra Penisola. Finora però ogni proposta è caduta nel vuota.

La materia è infatti particolarmente spinosa: una polizza casa di questo tipo deve essere obbligatoria, considerato anche lo stato in cui versano le finanze pubbliche, oppure deve continuare ad essere facoltativa? E se obbligatoria, tale onere è a capo solo dei privati o anche delle pubbliche amministrazioni e degli enti statali?

Per ora tutte le ipotesi sono al vaglio, anche perché, da quanto è emerso sui media italiani, il Governo sembra aver preso in mano la questione. Le caratteristiche che dovrà avere tale assicurazione sarebbero in questo momento in fase di valutazione da parte del ministero dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture.

Al termine di un incontro avuto ad Alessandria con i sindaci dei Comuni della provincia, colpiti da una recente alluvione, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha infatti svelato  come il tema fosse già stato preso in seria considerazione dal Governo.

Tra le ipotesi vi sarebbe ad esempio quella di permettere ai proprietari di case o ai titolari di negozi che hanno stipulato una polizza assicurativa per danni di natura e ambientale, di scaricare il costo, o almeno una sua parte, al momento della dichiarazione dei redditi.

E qui sta infatti un altro tasto dolente: il costo di tale prodotto assicurativo. Secondo uno studio realizzato da Ania, l’associazione che rappresenta le compagnie, assicurarsi contro le calamità naturali non dovrebbe essere troppo oneroso: il premio indicativo potrebbe essere di 67 euro annui per ogni casa al Nord Italia, 91 euro al Centro e 72 euro al Sud.

L’ Ania e l’Ivass, l’autorità che vigila sul settore assicurativo, propongono invece l’introduzione di un sistema misto pubblico-privato che in caso di eventi catastrofici preveda una parte a carico dell’assicurato, che oltre al premio si farebbe carico di una franchigia e una parte a carico degli assicuratori. Allo Stato però toccherebbe far fronte, con un esborso aggiuntivo, ai danni derivanti da situazioni particolarmente gravi.

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Danno alla persona in Italia ed UE

Danno alla persona: il risarcimento in Italia e nei principali paesi dell’UE

L’IVASS ha pubblicato un’interessante analisi in materia di risarcimento del danno alla persona, secondo le norme vigenti nei sistemi risarcitori in Italia e nei suoi quattro principali competitor dell’Unione Europea: Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Il raffronto è limitato a singole casistiche, sia di particolare rilievo quali morte e invalidità grave, che a macrolesioni medie e a microlesioni più frequenti.

La ricerca ha purtroppo messo in luce notevoli differenze tra i cinque Paesi osservati, ancora lontani dall’essere armonizzati come invece richiederebbe la comune appartenenza all’UE. In particolare, è emerso che in caso di morte gli assicurati italiani ricevono il risarcimento non patrimoniale (il cosiddetto “danno biologico”) più elevato in assoluto, mentre nel caso di lesioni molto gravi (pari ad almeno il 90% di invalidità permanente) gli italiani in genere ottengono un risarcimento complessivo inferiore agli altri paesi, ad eccezione della Spagna, a causa della forma di liquidazione spesso forfettaria del danno di tipo patrimoniale dovuta alla presenza di prestazioni a carico del S.S.N.

Nel caso di macrolesioni con invalidità permanente del 25%, i risultati mostrano invece che l’assicurato italiano ottiene il risarcimento non patrimoniale migliore tra quelli esaminati, a differenza di quanto accade per le microlesioni al 5% di i.p., che la tabella unica attualmente in vigore nel nostro Paese ha portato al di sotto della Francia.

In sintesi, quindi, gli assicurati italiani riceverebbero più di quanto pagano nei casi di morte e macrolesioni con invalidità permanente al 25%, e meno in caso di macrolesioni con 90% di i.p. e di microlesioni col 5% di i.p.

Un risultato che confermerebbe la teoria secondo cui gli assicurati italiani pagano premi Rc auto nettamente più elevati degli altri Paesi, come è universalmente noto, anche a causa di una migliore e più ampia controprestazione assicurativa in caso di morte e per le macrolesioni non gravi. Per quelle gravissime il rapporto sarebbe tuttavia inferiore a quello della media europea. L’analisi dell’IVASS conferma anche l’effetto dell’introduzione in Italia delle tavole unitarie per invalidità permanente  fino al 9%, che posizionerebbero il suo valore al di sotto di quello degli altri Paesi aventi strutture tabellari almeno di riferimento.

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